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Mercoledì, 8 09 2010
Aree Applicative
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Il CID è attivo in aree diverse.

Oltre che nell’ambito dell’Assistive e Inclusive Technology, della Comunicazione Alternativa e Aumentativa e dello sviluppo di software educativo negli ultimi anni la ricerca si è anche orientata nel campo della robotica educativa. Particolare importanza viene pure data alla formazione degli operatori educativi (docenti, terapisti, genitori).

Può un bambino completamente paralizzato e privo della parola porre domande, farsi ascoltare, rispondere ai problemi dell’insegnante, giocare con la scavatrice e riempire un camion di sabbia, fermare un trenino alla stazione?

Gli applicativi e le ricerche del CID cercano di rispondere concretamente a queste domande.

La pedagogia curativa o ortopedagogia, si prende cura della persona disabile partendo dalle sue caratteristiche individuali e uniche. Utilizza gli strumenti didattici più adeguati affinché la persona con disabilità possa sviluppare al meglio le sue potenzialità adattative e interviene nella misura del possibile, sugli strumenti dell'ambiente circostante allo scopo di ridurre le cause "handicappanti". Nella pedagogia curativa non é la menomazione l'oggetto dell'azione educativa ma l'elaborazione che il soggetto e l'ambiente circostante fanno della menomazione iniziale.

Attualmente le TIC rappresentano un importante mezzo di azione che si affianca in modo dinamico agli interventi globali sullo sviluppo, l'evoluzione e la partecipazione della persona con disabilità.

Menomazione, Disabilità, Handicap

Mezzi ausiliari, Protesi, Ortesi

 

 

  • Assistive Technology  ( 9 articoli )

    In questo settore, si affronta l’importante problema dell’accesso alternativo ai dispositivi informatici delle persone impossibilitate parzialmente o totalmente ad usare i dispositivi correnti (tastiere, mouse, schermi ecc.)
    Nell’ambito ortopedagogico, questa problematica viene sviluppata in due direzioni:
    - offrire all’utente disabile la possibilità di intervenire nell’ambiente informatico usuale per mezzo di software e hardware specializzati in grado di consentire l’accesso completo ai diversi sistemi operativi e alle applicazioni correnti in modo completamente individualizzato a seconda delle forme di disabilità. Questi strumenti possono favorire l’integrazione scolastica e lavorativa regolare dell’utente.
    - Sviluppare software e hardware particolarmente dedicati e strutturati in modo da contenere internamente le possibilità di accesso adeguate alle capacità di persone gravemente disabili sui piani motorio, sensoriale, intellettivo e comunicativo.

    Un sistema di accesso alternativo si compone in genere di:

    - un dispositivo elettronico che può riprodurre, diversamente dai dispositivi standard, tutte le funzioni di input (e di output per le persone cieche)

    - un software per configurare il dispositivo stesso e adattarlo alle esigenze specifiche della persona con disabilità.

     

     

  • Alternative Augmentative Communication  ( 15 articoli )

    Molte persone non sono in grado di comunicare attraverso il linguaggio e la voce in modo sufficiente. Per esse è fondamentale predisporre un insieme di tecnologie particolari al fine di garantire il diritto alla formazione, alla parola ed alla partecipazione.
    Il CID si applica in modo particolare alla realizzazione di software e dispositivi hardware tesi a permettere la comunicazione (Comunicazione Alternativa e Aumentativa) anche in queste situazioni particolarmente gravi.
    Con Comunicazione Aumentativa ed Alternativa (CAA) si definisce l'insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie che é possibile attivare per facilitare la comunicazione con persone che presentano una carenza o un' assenza temporanea o permanente nella comunicazione verbale.
    Allo scopo di aumentare le possibilità di comunicazione delle persone con difficoltà verbali ed espressive, sono state sviluppate modalità, tecniche e strategie particolari, aggiuntive o sostitutive del linguaggio orale, denominate CAA.

     

  • Educational Software  ( 4 articoli )
    Per rispondere alle necessità cliniche dell’ortopedagogia, nell’ambito dell’uso delle TIC, é necessario lavorare all’ideazione , alla costruzione, al reperimento e all’utilizzazione di applicativi informatici pensati per offrire alla persona con disabilità  ambienti di apprendimento, di esperienze, di gioco, di lavoro e di attività di carattere multimediale. Con questi mezzi la persona disabile può acquisire capacità, abilità che altrimenti le sarebbero precluse. Da un punto di vista psicopedagogico, nella Svizzera Italiana, si è privilegiato un indirizzo di tipo costruttivista e interattivo in modo da promuovere al meglio l’autonomia personale e l’individualizzazione nella formazione delle conoscenze e offrire al docente piattaforme, micromondi multimediali e polivalenti strutturabili secondo i bisogni dell’allievo, delle sue interazioni sociali e del programma didattico.
    Gli applicativi del Centro Informatica Disabilità vengono progettati in modo da poter essere utilizzati con piacere ed efficacia anche da bambini non disabili favorendo così l’integrazione e l’immagine positiva del bambino disabile.

  • Robotica Educativa  ( 6 articoli )

    Molte persone non sono in grado di comunicare attraverso il linguaggio e la voce in modo sufficiente. Per esse è fondamentale predisporre un insieme di tecnologie particolari al fine di garantire il diritto alla formazione, alla parola ed alla partecipazione.
    Il CID si applica in modo particolare alla realizzazione di software e dispositivi hardware tesi a permettere la comunicazione anche in queste situazioni particolarmente gravi. Lavora allo scopo di offrire tecnologie che consentono, tramite il controllo di sensori ed attuatori, di pilotare e controllare sistemi di intervento-comunicazione nell’ambiente e sistemi di gioco oppurtunamente adattati e modificati. Si parla, in questo ambito di accessibilità simultanea al gioco e alla comunicazione.

    Le realizzazioni del CID, propongono situazioni di gioco e di lavoro tutte da inventare. Piattaforme apparentemente neutre, ma ricche di possibilità di trasformazionicomunicative e multimediali. Chiunque si mette all'opera, crea ambienti e situazioni nuove, utili per farsi capire, divertenti e trasformabili e sempre rinnovabili in breve tempo. Permettere di giocare e di comunicare anche al bambino che non può camminare, vedere, o parlare è diventato possibile grazie agli sviluppi tecnologici messi in atto dal CID.
    L'ipotesi psicoeducativa costruttivista e di vicarianza dei gesti reali per la persona disabile, perseguita dal CID, richiede agli ingegneri informatici di affrontare importanti sforzi.


    Per realizzare soluzioni altamente flessibili e configurabili tese a coordinare i bisogni epressivi e di controllo dell'ambiente per gli utenti, l'informatico analizza con lo psicopedagogista, porzioni della realtà espressiva e gestuale, di per sè complessa nei tempi e negli spazi, e la reinventa per assegnarla alla macchina.

    Spesso si tratta di necessità raramente programmate nel caso di applicazioni dedicate ad un vasto pubblico. La ricerca del CID tiene conto, nel migliore dei modi, delle modifiche e novità costanti che vengono elaborate e internazionalmente diffuse sia nell'ambito pedagogico didattico, che in quello tecnologico.

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