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Mercoledì, 8 09 2010
Corso CAA alla Fonte 1 PDF Print E-mail
Tuesday, 05 January 2010

 

Se, mi manca la parola…

 

Appunti a margine del Corso di introduzione alla

Comunicazione Alternativa e Aumentafiva ed a due programmi informatici tenuto dai

Consulenti in Informatica Ortopedagogica e

Comunicazione Alternativa e Aumentativa:

Gabriele e Elvi Scascighini, CID, (www.fippd.com)

Centro Informatica Disabilità, CP, CH-6965 Cadro

 

 

Nel periodo tra il 13 maggio ed il 19 novembre 2009, l’intera équipe del Centro Diurno La Fonte 1 di CH - Agno, ha seguito, durante 5 pomeriggi, un corso introduttivo alla Comunicazione Alternativa Aumentativa (CAA) e di sensibilizzazione  all’informatica ortopedagogica.

 

Le lezioni si sono svolte attorno ad alcuni aspetti teorici e culturali della disabilità comunicativa, alla visione di materiali specifici ed all’apprendimento dell’uso dei programmi Boardmaker (Mayer e Johnson, USA,CA) e Ani…Paint del CID su ordinatori personali dei partecipanti.

 

Fra le nozioni presentate citiamo:

 

  • Definizioni della CAA e carta dei diritti alla comunicazione.
  • Storia del movimento ISAAC  nel mondo. (www.ISAAC-online.org)
  • Caratteristiche di utenti con i quali utilizzare la CAA.
  • Alcuni elementi di neuropsicologia del linguaggio.
  • Esempi di materiali “poveri” messi a disposizione per la consultazione .
  • Materiali elettronici.
  • Scelta del vocabolario.
  • Come iniziare?
  • Esempi di realizzazione di progetti didattici con il supporto informatico del programma ADIOScan del CID che permette la costruzione di Tabelle di comunicazione dotate di sintesi vocale e la stampa dei messaggi pittografici composti dall’utente.
  • Preparazione di Tabelle di Comunicazione cartacee eseguite con il programma Boardmaker.
  • Uso del programma Ani…Paint (www.anipaint.com) per la redazione di una storia disegnata e animata con commento pittografico letto dalla sintesi vocale.

 

 

I perché di una formazione.

 

Nella realtà delle formazioni professionali socio- psico- educative, ad esclusione, evidentemente della logopedia, le tematiche della disabilità comunicativa sono state, e spesso lo sono ancora, poco considerate e la conoscenza di tecniche didattiche specifiche  quasi ignorate.

 

Se le disabilità sensoriali (sordità e cecità), appaiono  a noi tutti più facilmente sperimentabili: mi tappo le orecchie e chiudo gli occhi e subito capisco le enormi difficoltà che si presentano e intuisco quale può essere la rimediazione (la lingua dei segni, il tatto, l’accompagnamento, il Braille, il cane, il bastone bianco, le tracce dei percorsi sul pavimento, ecc.), più difficile risulta sperimentare, abbastanza a lungo, la difficoltà comunicativa nelle sue due accezioni: ricettiva ed espressiva.

 

Appare grande, in assenza di altre chiavi di lettura, la tentazione di ridurre la disabilità comunicativa unicamente a poche, reali cause, e, purtroppo spesso, …alla stanchezza e alla poca voglia  della persona disabile.

 

Da ricerche svolte in Germania sullo stato psico fisico del personale curante, risulta che sono maggiormente colpite da burn-out  coloro che lavorono con utenti disabili nella comunicazione rispetto ad altre forme di disabilità.

 

E’ quindi, probabilmente, possibile immaginare che l’approfondimento formativo in questo campo possa portare un beneficio a tutti.

 

Se, solitamente,  di distinguono sia tra i parlanti che i non parlanti, le persone alfabetiche e non alfabetiche (chi legge e scrive in modo efficace e chi no), spesso si dimentica che, oltre a coloro che sono lettori “approssimativi”, molte persone sono in grado di decifrare i pittogrammi (disegni che rappresentano persone, oggetti, verbi, ecc.) e con essi, a seguito di un apprendimento appropriato, migliorare la loro presenza nell’ambiente di vita e di lavoro.

 

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Chi se ne occupa?

 

Attorno a queste tematiche si è sviluppata, negli ultimi 25 anni, l’attività dell’associazione internazionale ISAAC (www.ISAAC-online.org).

Il frutto del suo intenso lavoro e gli sviluppi delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della comunicazione) hanno condotto alla nascita di una “scienza” detta CAA (Comunicazione Alternativa e Aumentativa) che include importanti movimenti di ricerca ortopedagogica (tra questi il CID, Centro Informatica Disabilità, organo esecutivo della Fondazione Informatica per la Promozione della Persona Disabile) e che è materia di studio in numerose università internazionali.

 

In Ticino, nell’ambito della formazione, l’Alta Scuola Pedagogica ha offerto annualmente corsi di formazione per docenti delle Scuole Speciali a partire dal 2003 a tutt’oggi.

Presso il DSAS (Dipartimento Scienze Aziendali e Sociali della SUPSI), che si occupa della formazione degli operatori sociali, i corsi, tenuti annualmente a partire al 2000, si sono interrotti nel 2008.

Continuano, attualmente, le collaborazioni del CID in progetti di ricerca con Il DTI (Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI) e l’Istituto IDSIA della SUPSI come pure con l’USI.

 

Le applicazioni cliniche.

 

La CAA si definisce attraverso uno studio teorico multidisciplinare impegnativo  che si traduce poi,  nella pratica psico-pedagogica, in progetti clinici, ossia costruiti, usati ed adattati costantemente per ogni singolo utente all’interno del proprio ambiente di vita.

In Ticino segnaliamo, in particolare, le realizzazioni all’interno di alcune classi delle Scuole Speciali Cantonali e quelle dell’atelier di informatica dell’Istituto Provvida Madre di Balerna.

 

Gli operatori del Centro Diurno La Fonte 1 e la loro Direttrice Monica Kolb si sono dimostrati particolarmente attenti, ricettivi e sensibili alla tematica.

 

Al nostro arrivo, nella struttura, abbiamo osservato un interessante e corretto uso generalizzato della comunicazione pittografica, da loro disegnata, per quanto riguarda l’orientamento spazio temporale collettivo e individuale sviluppato grazie a pannelli dell’arredamento, a schede dei compiti giornalieri individuali a orari e striscie di svolgimento delle attività personali per alcuni utenti.

 

Il corso ha permesso loro di situare le loro competenze nel contesto di una scienza riconosciuta, di approfondire le tematiche e di cimentarsi con due programmi informatici.

 

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Un dono…

 

L’interesse dell’équipe è valso al Centro Diurno La Fonte 1 un importante dono giunto da Benefattori, attraverso la Fondazione Informatica per la Promozione della Persona Disabile, costituito da  programmi informatici per la CAA (Boardmaker, Ani…Paint, ADIOScan, Access X, Predictor, ecc.).

Si aprono così…

 

ulteriori possibilità….

 

… di studio e di progetti che potranno svilupparsi in futuro.

 

                                 

 

 

 

Bibliografia in lingua italiana

 

SCASCIGHINI Gabriele (a cura di), “Comunicazione Alternativa Aumentativa,

esperienze in regioni di lingua italiana”, Biel, Edizioni SZH/SPC, 1997, 2002.

Il libro può essere ordinato al prezzo di fr. 25.- scrivendo a:

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KOZARZEWSKA. A.M., (1999). Io sono Michele, piacere di conoscerti.

Leonardo International, Milano

 

SARTI, P. (2002). Le prime facilitazioni al bambino con difficoltà di comunicazione. Indicazioni agli insegnanti. Auxilia s.a.s. (www.auxilia.it)

 

WARRICK A., "Comunicare senza parlare", Torino, Edizioni Omega, 2003

 

BURKHART LINDA J., “Comunicazione Aumentativa Totale”, Torino, Edizioni Omega, 2007

 

Dicembre 2009

 

 


 


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